Voglio raccontare la storia di un mio recente intervento che sta a dimostrare come anche i pazienti con disabilità che li rendono totalmente non collaboranti possono ricevere le cure dentali ed in totale comfort.

La storia di Anna (n.d.r. nome di invenzione)

Quando i genitori sono arrivati con la loro figlia, lei per me era una sconosciuta. Una ragazza bellissima, tetraplegica, con una tetraparesi spastica totale. Non parla, ma capisce tutto: è sensibile, intelligente, ha i suoi modi tutti suoi di esprimersi. E seguendola, visita dopo visita, mi ci sono affezionato. Si è creato un rapporto, fatto non di parole ma di sguardi, di gesti, di fiducia.

Il problema era che lei aveva dei fastidi — dolori diffusi su entrambe le arcate — e i genitori chiedevano di risolverli tutti. Ma trattarla da sveglia, in un ambiente normale, era impossibile. La sua condizione clinica non lo permetteva: andava in tensione, non riusciva ad aprire la bocca, si girava. Non c’era modo di sapere davvero cosa avesse. Partivo da zero, completamente alla cieca.

Così abbiamo organizzato l’intervento in sedazione profonda, a Medicalia, una struttura protetta con tutta l’attrezzatura necessaria. Il Dottor Amato — con un’esperienza e un’abilità notevoli, visto che reperire l’accesso venoso su una paziente così è davvero difficile — ha gestito un’anestesia profonda capace di tenere fino a tre ore. Si è posizionato ai piedi del tavolo operatorio, lasciando la testiera completamente libera per i miei movimenti e per quelli dell’assistente.

Mi ero portato due trolley con tutto: scanner, motori con rilevazione elettronica della profondità, sistema Thermafil, tutti i prodotti che uso in studio. E grazie a un radiografico portatile con lettura digitale ho potuto fare in tempo reale tutto lo status endorale. Solo lì ho finalmente capito cosa avevo davanti — cose che prima era semplicemente impossibile diagnosticare.

E ho trovato parecchio. Tre situazioni di ascessi periapicali, una su un dente già trattato chissà quando, che aveva sviluppato un risentimento. Più cinque o sei carie grosse. E uno spazio vuoto, un dente mancante che i genitori mi avevano chiesto di chiudere.

In quelle tre ore e mezza abbiamo lavorato senza fermarci. Ho eseguito un ritrattamento endodontico e due terapie canalari ex novo su denti necrotici con lesioni periapicali. Ho curato sei carie. E poi, dulcis in fundo, la parte estetica: dovevo chiudere quello spazio anteriore. L’ho fatto seduta stante. Ho modellato il dente mancante in composito, l’ho riprodotto in silicone, ho preparato i denti adiacenti e ho realizzato un ponte provvisorio del colore giusto, rifinito come se fosse definitivo, tutto estemporaneo. Le sono anche caduti e si sono rotti dei dentini davanti, un po’ sporgenti, e li ho ricostruiti. A fine seduta era tutto un sorriso nuovo.

Ma la cosa che mi è rimasta dentro è il risveglio. A Medicalia (https://medicalia.it/medicalia-surgery) stanno promuovendo un metodo biosensoriale per i pazienti disabili. Hanno spento le luci e acceso dei proiettori: pesci, elfi, disegni sul soffitto. Una colonna d’acqua piena di bollicine colorate che al buio diventavano rosse, azzurre, violette. Lei si è svegliata così, dentro quelle luci, con tutte le nostre voci che la invitavano a stare tranquilla.

È uscito tanto amore da parte di tutta l’equipe — il Dottor Amato, l’infermiere, l’assistente. L’abbiamo trasbordata noi dal letto operatorio al suo. Un impegno corale. I genitori ci hanno ringraziato per la professionalità medica, ma soprattutto per l’umanità.

Lei è arrivata da me dal nulla. E in una sola seduta abbiamo chiuso tutte le infezioni, salvato i denti, fatto un ponte e ricostruito il sorriso. Ci credo tanto, in queste cose.

Rapporto clinico completo

Paziente: giovane donna con tetraparesi spastica totale, non collaborante.

Problema: dolenzia diffusa a entrambe le arcate, impossibile da diagnosticare in condizioni ordinarie per l’impossibilità di esami radiografici pre-operatori.

Setting: struttura protetta (Medicalia), sedazione profonda gestita dal Dott. Amato (anestesista), radiografico portatile con lettura digitale, strumentazione endodontica completa portata dallo studio (scanner, localizzatore apicale elettronico, sistema Thermafil).

Durata: 3 ore e mezza, dall’addormentamento al risveglio.

Interventi eseguiti in un’unica seduta:

  • Status endorale completo e diagnosi intraoperatoria (3 ascessi/lesioni periapicali individuati)
  • 1 ritrattamento endodontico
  • 2 terapie canalari ex novo su denti necrotici con lesioni periapicali
  • 6 terapie conservative (carie)
  • 1 ponte protesico provvisorio estetico per chiudere lo spazio del dente mancante, realizzato estemporaneamente in composito/silicone
  • ricostruzione dei denti anteriori fratturati

Esito dell’intervento:

Tutte le infezioni risolte, denti salvati, finestra estetica chiusa, sorriso ricostruito. Risveglio assistito con metodo biosensoriale (proiezioni luminose e colonna d’acqua colorata).