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Il primo appuntamento dal dentista con un paziente con autismo: come lo prepariamo

26 ottobre 2026 · 5 min di lettura · Dott. Andrea Quagliero

Prima visita dal dentista per un paziente con autismo

Quando la visita dal dentista sembra impossibile

Il primo appuntamento dal dentista di una persona con autismo si prepara prima che entri in studio. È questo che fa la differenza tra una visita andata male e una piccola vittoria.

Forse tuo figlio ha una diagnosi di autismo e nessun dentista è mai riuscito a visitarlo. Oppure ci avete provato, è andata male, e da quel giorno rimandi. Intanto il pensiero dei suoi denti resta lì.

Voglio dirti subito una cosa: non è colpa tua, e non è colpa di tuo figlio. In questo articolo ti spiego, passo per passo, come preparo il primo appuntamento nel mio studio di Roma.

Perché lo studio dentistico tradizionale è "troppo"

Il problema non è la persona: è che la maggior parte degli studi non è organizzata per lei. Per un bambino o un adulto nello spettro autistico, una normale visita mette insieme molti stimoli difficili nello stesso momento:

  • luci forti, puntate sul viso;
  • rumori improvvisi: strumenti, aspiratore, telefono, voci nella sala d'attesa;
  • persone sconosciute che si avvicinano e lo toccano;
  • tempi stretti, che non lasciano spazio per abituarsi.

Presi uno per uno sarebbero gestibili. Tutti insieme sono troppo, e la visita si chiude prima ancora di cominciare.

Odontoiatria speciale: di cosa mi occupo

Sono il Dott. Andrea Quagliero, chirurgo orale e implantologo. Mi occupo di odontoiatria speciale, cioè delle cure dentali per persone con disabilità, bisogni speciali o una forte paura del dentista.

Prima della libera professione ho lavorato per anni in ambiente ospedaliero, anche in urgenza. Da lì viene il mio modo di lavorare: capire bene la situazione prima di agire, e scegliere la strada più adatta a quella persona, non quella più comoda per lo studio.

Passo 1: il colloquio, senza tuo figlio

Il primo incontro è tra noi due: tuo figlio non c'è. Nessuno lo conosce meglio di te, ed è da quello che mi racconti che parte tutto.

Nel colloquio ti chiedo:

  • come comunica: con le parole, con i gesti, con immagini o altri strumenti;
  • cosa lo calma e cosa lo agita;
  • quali suoni, luci e odori gli danno fastidio;
  • se ha già avuto esperienze mediche e come sono andate.

Con queste informazioni costruisco un piano di visita su misura: orario, durata, ambiente, persone presenti, cosa fare e cosa evitare. Il colloquio è anche il momento in cui tu puoi farmi tutte le domande che vuoi, senza fretta.

Passo 2: le foto dello studio, da guardare a casa

Prima della visita ti mando le foto di quello che tuo figlio troverà: lo studio, la poltrona, il mio volto, il camice. Così il posto nuovo diventa un posto conosciuto.

Le guardate insieme a casa nei giorni prima, con calma, come una storia da conoscere. Quando arriva, lo studio non è una sorpresa: lo ha già visto, e sa cosa lo aspetta.

Passo 3: la prima visita, solo per conoscerci

La prima visita non serve a curare: serve a conoscerci. La fissiamo nel momento più tranquillo della giornata, con poche regole precise:

  • niente sala d'attesa: entra direttamente, senza aspettare tra estranei;
  • luci basse;
  • sempre le stesse persone, visita dopo visita.

Lui entra e si siede sulla poltrona, se vuole. Può toccare lo specchietto e prendere confidenza con gli strumenti. Se me lo lascia fare, gli conto i denti.

Dieci minuti, e si torna a casa con una vittoria. È proprio questa vittoria la base delle visite successive.

La desensibilizzazione graduale: un passo alla volta

Ogni visita aggiunge un piccolo passo rispetto alla precedente. Questo metodo si chiama desensibilizzazione graduale, e funziona.

Un giorno ci si siede sulla poltrona, la volta dopo si apre la bocca, poi si prova uno strumento. Si va avanti solo quando il passo prima è diventato familiare. Così, quando arriva il momento delle cure, l'ambiente e le persone non fanno più paura.

Quando servono cure importanti

A volte la preparazione non basta. Se servono cure importanti e la collaborazione non è possibile, ci sono due strade sicure:

  • la sedazione con l'anestesista;
  • l'intervento in sala operatoria.

Però ti devo dire la verità: più lavoriamo bene nella preparazione, meno dobbiamo arrivare a queste soluzioni. La sedazione resta una possibilità concreta, non il punto di partenza. La decisione la prendiamo insieme, sulla base di come vanno le prime visite.

Domande frequenti dei genitori

Al primo incontro devo portare mio figlio? No. Il primo passo è un colloquio tra me e te, senza di lui. Serve a capire la persona e a preparare la visita su misura.

Quanto dura la prima visita? Pochi minuti, di solito una decina. Non facciamo cure: ci conosciamo e basta.

Questo percorso vale anche per gli adulti con autismo? Sì. Il metodo è lo stesso per bambini e adulti nello spettro autistico. Cambiano solo i dettagli del piano di visita.

Quante visite servono prima di poter fare le cure? Non c'è un numero fisso. Ogni visita aggiunge un passo, e si va avanti al ritmo della persona.

E se mio figlio non riesce proprio a collaborare? Se servono cure importanti, si possono fare con la sedazione con l'anestesista o in sala operatoria. Ne parliamo insieme dopo le prime visite.

Dove si trova lo studio? A Roma, in Piazza Crati, nel quartiere Africano, zona Trieste.

Il primo passo: un colloquio con me

Se tuo figlio è nello spettro autistico e non sai da dove cominciare, comincia da un semplice colloquio con me. Senza di lui e senza fretta: vieni e ne parliamo insieme.

Ti aspetto nel mio studio a Roma, in Piazza Crati, nel quartiere Africano (zona Trieste). Lo studio è comodo anche da Salario, Parioli, Pinciano, Nemorense e Villa Ada.

Prenota il tuo colloquio:

La prima visita si prepara insieme.

Dott. Andrea Quagliero – Studio Odontoiatrico Quagliero, Roma

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Lo studio è in Piazza Crati, 15 - 00199 Roma (RM), Quartiere Nemorense – Villa Ada. Si riceve su appuntamento.

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