Ciao, sono il Dottor Andrea Quagliero, odontoiatra a Roma. E sai qual è la domanda che mi fanno quasi tutti i pazienti quando parliamo di impianti dentali?
“Dottore, ma quanto dura? E soprattutto… fa male?”
Ma prima: cos’è esattamente un impianto dentale?
Te lo spiego con una cosa semplice.
Pensa a un dente come a un albero. Ha una parte visibile — il fusto, i rami — e una parte invisibile sotto terra: le radici. Quando perdi un dente, perdi tutto: sia la parte che si vede, sia la radice che lo teneva ancorato all’osso.
Un impianto dentale sostituisce esattamente quella radice. È una piccola vite in titanio — un materiale leggerissimo, sicuro al 100%, usato da decenni in medicina — che inserisco nell’osso della tua mascella. Una volta che questa vite si è integrata con l’osso, ci fisso sopra una corona dentale: la parte che si vede, realizzata su misura per abbinarsi perfettamente agli altri tuoi denti.
Il risultato finale? Non si distingue dagli altri denti. Né tu lo senti diverso, né chi ti guarda lo nota.
Cosa può fare la differenza
Detto questo, non tutti gli impianti hanno la stessa storia. Ci sono fattori che influenzano concretamente la durata nel tempo.
La qualità dell’osso e la fase chirurgica
Inserire un impianto nel posto giusto, con la profondità e l’angolazione corrette, è il primo determinante del suo successo. Prima di operare, nel mio studio utilizziamo la TAC Cone-Beam e una pianificazione digitale precisa: vediamo la struttura ossea in tre dimensioni e progettiamo ogni intervento su misura per te.
Un’osteointegrazione ben riuscita — cioè la fusione tra l’impianto in titanio e l’osso mascellare — è la base di tutto.
La salute generale del paziente
Il fumo, il diabete non controllato e alcune patologie sistemiche possono ridurre la percentuale di successo a lungo termine. Non li cito per scoraggiarti, ma per essere onesto: se hai condizioni particolari, è fondamentale dirmelo durante la visita, così possiamo pianificare insieme il percorso più sicuro.
L’igiene orale quotidiana
Questo è il fattore che dipende direttamente da te. Un impianto non si caria, ma il tessuto osseo e gengivale intorno ad esso può infiammarsi — si chiama perimplantite — e nei casi più avanzati può compromettere la stabilità dell’impianto stesso.
Spazzolare correttamente, usare lo scovolino, fare i controlli periodici: sono abitudini semplici, ma fanno una differenza enorme sul lungo periodo.
I controlli regolari presso lo studio
La prevenzione funziona anche dopo un impianto. Durante le visite di controllo possiamo rilevare precocemente qualsiasi segnale anomalo — una leggera infiammazione, un carico occlusale scorretto, una protesi da riadattare — e intervenire prima che diventi un problema serio.
Allora, conviene fare un impianto?
Se il dente non può essere recuperato, sì: l’impianto è oggi la soluzione più vicina a un dente naturale, per funzionalità, estetica e durata nel tempo. Non crea problemi ai denti vicini — a differenza di un bridge — e non richiede di toglierlo ogni notte, a differenza di una protesi mobile.
Un impianto ben eseguito e ben mantenuto può davvero accompagnarti per il resto della vita.

